giovedì, aprile 27, 2006

 

"Ora, in questo preciso momento, il racconto del complotto è reazionario, perché i macroeventi che inscena non sono verisimili: sono sconfortanti e inducono alla sfiducia nell'esperienza personale e collettiva della realtà, nella possibilità effettiva di mutamento. Nessun incanto emana dalla narrazione del mondo in cui la Cina è pronta a instaurare una nuova Guerra fredda con l'Occidente. Piuttosto, ne deriva sfiducia, un cattivo nichilismo, la sensazione d'impotenza, la percezione che, rispetto al gigantismo di quegli eventi, tu, individuo, non puoi nulla - tranne il piacere di goderti un raccconto , più o meno scontato (lo spettro dell scontatezza è vasto), sul funzionamento automatico del meccanismo-mondo." - Dies Irae
Comments:
Bel libro. Ciao, Dblk

 

sono a pagina 650, ma questa frase non mi sembra di averla ancora letta.
cmq anch'io stavo pensando di postare parti del libro: gli spunti sono innumerevoli.
Sulla frase in questione sono d'accordo a metà: si è vero, il racconto del complotto può portare ad un nichilismo negativo ad uno sconforto, ma lo svelamento nella narrazione di questa preoccupazione, le modalità della narrazione stessa, possono altresì portare ad una consapevolezza di grado maggiore. Una comprensione a 360° gradi della realtà, che se magari non porta al tanto decantato nichilismo attivo, almeno fa si che il lettore non cada nel pozzo della passività che lentamente è stato scavato dentro di noi.
se sotto la merda di superficie c'è solo merda più fresca, almeno a me, genna sta mostrando il piacere di scavare .
ciao.
www.dottorpanunzio.splinder.com

 

un saluto...
ire

 

Insomma allora devo proprio leggerlo! Ti comunico che Free Karma Food mi ha bloccato a pagina 24, mentre Quattro giorni per non morire me lo sono divorato in poche ore. Sarà perché è ambientato qui.

 

embe', ma FKF è un libercolino. Dies Irae è tutt'altra cosa, un tentativo autobio-epico-epocale e, caspita, ci riesce, Genna.

 

Ti abbiamo catturato!

 

letta oggi quella parte..
ritiro le cagate semplicistiche dette nel commento di prima. Il discorso era molto più ampio, quasi una dichiarazione della poetica di genna. E anche una critica ai suoi precedenti lavori, che io non ho mai letto e ora non so se leggerli..
ciao!

 

Leggili, leggili!
"Nel nome di Ishmael" è un grandissimo romanzo. Purtroppo la Mondadori lo ha bollato come "thriller metropolitano". Ma ha dentro una scrittura ispirata, densa, potente, trascinante. Uno dei più bei libri che io abbia mai letto in assoluto. Fino ad ora.

 

Posta un commento

<< Home