venerdì, ottobre 13, 2006

 

Omaggio (non irrispettoso) a Gillo Pontecorvo, che si guadagnò la stroncatura più memorabile della storia del cinema: "[...] vedete dunque in Kapo' il piano dove la Riva si suicida gettandosi contro il filo elettrificato: l'uomo che decide, in quel momento, di fare un carrello avanti per inquadrare il cadavere dal basso verso l'alto, avendo cura di inserire la mano rimasta in alto esattamente in un angolo dell'inquadratura, quest'uomo non ha diritto che al piu' profondo disprezzo [...]" (J. Rivette, De l'abjection, "Cahiers du cinéma", n. 121, 1961)
[Per saperne di più: "Lo sguardo ostinato" di Serge Daney, Il Castoro]
Comments:
Ah! Lo stile inconfondibile dei Cahiers... quanta nostalgia...

 

dai sempre soddisfazioni...

 

"...Cineasta dei “tempi lunghi”, dopo La religiosa (1965-66), da Diderot.."
Adesso me li devo cercare tutti(quelli di Rivette, intendo) e Kapò mi manca di brutto.

 

Siamo sempre alla carriera dell'autore italiano indicate da Arbasino: "Giovane promessa, solito stronzo, venerato maestro"...

 

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