lunedì, gennaio 16, 2006

 

L'ennesima opera struggente
Daniel Z. Panofsky . Un nome che al di qua dell'oceano non dice niente, un vero e proprio culto per i pochi ma appassionati lettori di Zrappp!, opera-mondo seminale e deflagrante, tra il bucolico e il grottesco, 1793 pagine che si inseriscono nella costellazione dei grandi capolavori della letteratura americana. Chissà se sarà mai tradotto. Quel che è certo è che l'incontro con l'opera di Panofsky non lascia indifferenti, tanto da meritare la stima di gente come Eugene Henderson ("mi ha commosso") e Neil Young, che dalla lettura di Zrappp! (conosciuto anche con il titolo "Iguana") avrebbe tratto qualcosa di più che una semplice ispirazione per Greendale. Se il romanzo - un'interminabile partita a backgammon (gioco per il quale il libro non è altro che una smisurata dichiarazione d'amore) forse metafora della vita - è già stato sviscerato alla ricerca di tutti i significati possibili, poco si sa dell'autore: abbandonato dai genitori emigrati in Canada ai tempi di Nixon, ha girato in lungo e in largo gli states: non si sa nient'altro, nessuna foto e una sola intervista - quella ormai celebre di Stephen Glass per la National review. E la leggenda continua.
Comments:
ah, il backgammon... quante sere a giocare, io e mia moglie. poi più nulla.
vado a prendere la tavola e le pedine.

 

Per non parlare della citazione quasi subliminale che David Foster Wallace gli dedica in Infinite Jest..

 

Ma non si chiama Panofsky anche il protagonista di "La versione di Barney" di Mordecai Richler?
A proposito...mi è venuta voglia di rileggerlo!

 

interessante

www.francesconardi.it

 

ottima anche l'opera seconda di panofsky, un foglio A4 con sopra copiate, in grafia minuscola, tutte le letterine che l'autore ha mandato a babbo natale dai 3 (era uno scrittore precocissimo) ai 32 anni.

 

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